Ogni locale che somministra cibo o bevande ha l’obbligo di informare i clienti sugli allergeni presenti in ciò che serve. Non è una novità, la regola europea esiste dal 2014, ma è ancora una delle cose gestite peggio nei menù italiani: fogli plastificati appesi in cassa, asterischi che non si capiscono, o il classico “chiedi al personale” che mette in difficoltà tutti.
In questa guida: cosa serve davvero per essere in regola, quali sono i 14 allergeni da indicare, e come farlo sul menù in un paio di minuti invece che in un pomeriggio.
Cosa dice la normativa, in breve
Il riferimento è il Regolamento UE 1169/2011: chi somministra alimenti non preimballati, bar, ristoranti, pub, pizzerie, deve rendere disponibili ai clienti le informazioni sugli allergeni presenti nei piatti e nelle bevande. In Italia le sanzioni per chi non lo fa sono disciplinate dal D.Lgs. 231/2017 e possono arrivare a diverse migliaia di euro.
Il punto pratico: l’informazione deve essere scritta e facilmente accessibile (menù, registro degli allergeni, cartellonistica) oppure fornita dal personale, ma in quel caso deve esserci un’indicazione chiara che invita il cliente a chiedere. Il “ce lo siamo detti a voce” non basta. Per i dettagli applicativi del tuo caso, il riferimento giusto resta la tua ASL.
I 14 allergeni da indicare
Glutine, crostacei, uova, pesce, arachidi, soia, latte, frutta a guscio, sedano, senape, sesamo, solfiti (occhio: riguardano anche vino e birra), lupini e molluschi. Se un piatto o un drink contiene uno di questi, il cliente deve poterlo sapere prima di ordinare.
Il modo lento e il modo veloce
Il modo lento lo conosci: prendere il menù, ripassare ogni voce con la scheda ingredienti, scrivere le sigle a mano, ristampare. E rifare tutto a ogni cambio menù.
Il modo veloce: con Steal Drink fotografi il menù cartaceo e l’intelligenza artificiale lo digitalizza riconoscendo anche gli allergeni, quando sono indicati, con le sigle dei 14 allergeni UE. Quello che l’AI non può sapere, gli ingredienti delle tue ricette, lo completi tu dall’app, piatto per piatto, con un paio di tap. Una volta fatto, resta fatto: cambi il menù, aggiorni solo le voci nuove.
Il lato che nessuno ti dice: gli allergeni fanno vendere
L’obbligo di legge è il motivo per cui inizi; il motivo per cui conviene è un altro. Su Steal Drink il cliente può impostare i propri allergeni e il menù nasconde automaticamente ciò che non può mangiare, oltre a filtrare per vegetariano e vegano.
Significa che una persona celiaca, o allergica alle arachidi, o vegana, può guardare il tuo menù da casa e capire in dieci secondi che da te può ordinare tranquilla. È esattamente il cliente che di solito rinuncia in partenza (“non si sa mai”), e che invece si siede al tuo tavolo, spesso portando con sé tutto il gruppo.
Da dove iniziare
La pagina del menù digitale spiega come funziona la scansione con AI: la prima generazione è gratuita. Se hai domande sul tuo caso specifico, scrivici: rispondiamo in giornata.
Questa guida è informativa e non sostituisce una consulenza legale: per gli obblighi specifici della tua attività fai riferimento alla tua ASL o al tuo consulente.